Fan coil o ventilconvettore: che cos'è e come funziona?
Arredo -
Efficienza energetica
I fan coil non fornisce semplicemente dell'aria condizionata. Può essere sfruttato tutto l'anno anche per riscaldare e deumidificare
Leggi di piùCon il riscaldamento globale combattere l’afa tra le mura domestiche nei mesi estivi è diventata una vera e proprio impresa. Per sopravvivere, non resta che affidarci ad un sistema di rinfrescamento. Ma quanto costa rinfrescare casa nel 2026?
Nelle prossime righe andremo a osservare i vari costi in bolletta per comprendere quale sia il sistema più economico per avere un po’ di frescura in casa e combattere il tanto temuto effetto forno. Non tralasceremo alcun dettaglio: partiremo dai ventilatori fino ad arrivare ai condizionatori di ultima generazione.
Nel 2026 il costo medio dell’energia elettrica in Italia si attesta su una forbice compresa tra gli 0,28 €/kWh e gli 0,30 €/kWh (comprese le spese fisse, di trasporto e gli oneri di sistema). Un prezzo tutto sommato ancora contenuto se si pensa alle tensioni geopolitiche in atto. Inoltre, rispetto al 2022-2023 la situazione è nettamente migliorata: in quegli anni, in seguito allo scoppio della guerra in Ucraina, il costo dell’elettricità superò lo 0,55 €/kWh (spese e oneri inclusi).
Ma quali sono i fattori chiave che influenzano i consumi dei vari sistemi di raffrescamento all’interno di un’abitazione?
Gli standard costruttivi delle abitazioni di nuova costruzione consentono di limitare in modo significativo il consumo di elettricità. Scegliere un impianto contrassegnato da un’etichetta energetica elevata, come la classe A++ o superiore, garantisce un funzionamento decisamente più virtuoso e un netto risparmio economico rispetto all’impiego di apparecchi appartenenti alle classi energetiche precedenti.
La forza di raffreddamento di un climatizzatore si esprime in Watt o, più comunemente, in BTU (British Thermal Unit). È indispensabile che tale valore sia calcolato in modo proporzionale rispetto alla volumetria, all’esposizione solare e al livello di isolamento dei locali da rinfrescare.
Un dispositivo sottodimensionato sarà costretto a operare costantemente alla massima velocità senza mai riuscire a stabilizzare la temperatura desiderata, provocando un consumo sproporzionato di energia. All’opposto, un modello sovradimensionato consumerà più elettricità del necessario a causa dei continui avvii e spegnimenti del motore.
La capacità di un immobile di trattenere il fresco al proprio interno influisce direttamente sulle ore di utilizzo dei sistemi di raffrescamento. Elementi come infissi a taglio termico, pareti ben isolate e l’adozione di alcuni accorgimenti utili, come la chiusura delle serrande durante le ore di massimo irraggiamento solare, riducono drasticamente l’ingresso di calore radiante.
Più è marcato il divario tra la temperatura interna desiderata e quella esterna, maggiore sarà lo sforzo richiesto al compressore dell’impianto. Impostare sul termostato valori eccessivamente bassi, oltre a rappresentare una scelta poco salutare per l’organismo, costringe l’apparecchio a un sovraccarico continuo che fa lievitare esponenzialmente la spesa energetica.
È arrivato il momento di osservare nella pratica quanto costa rinfrescare una casa. Quindi, procediamo con l’analisi dell’assorbimento elettrico e della relativa spesa dei dispositivi più utilizzati nelle abitazioni degli italiani.
Il ventilatore si conferma l’opzione più accessibile e sobria dal punto di vista dell’assorbimento di corrente. Con una richiesta energetica media di circa 40 Watt, questo strumento comporta una spesa di appena 1 centesimo di euro per ogni ora di funzionamento. Qualora venisse tenuto in funzione per otto ore consecutive, il costo finale si attesterebbe intorno ai 9 centesimi di euro.
È importante ricordare però che il ventilatore non abbassa i gradi centigradi reali all’interno della stanza, né svolge un’azione deumidificante: agisce unicamente sulla ventilazione, accelerando l’evaporazione del sudore cutaneo e generando una piacevole percezione di freschezza sulla pelle dei presenti. I consumi energetici su base mensile si attestano intorno ai 3 euro. Insomma, è di gran lunga il sistema di raffrescamento più economico!
Il deumidificatore non modifica la temperatura termometrica dell’aria, ma interviene sul livello di umidità relativa presente nell’ambiente. Sottraendo le molecole d’acqua sospese nell’atmosfera domestica, attenua notevolmente la sensazione di afa, rendendo la permanenza in casa molto più confortevole anche in presenza di temperature elevate.
Con un assorbimento medio stimato intorno ai 300 Watt, il suo funzionamento richiede una spesa di circa 8 centesimi all’ora, pari a un esborso di circa 67 centesimi per una sessione continuativa di otto ore. Facendo un calcolo su base mensile, il deumidificatore richiede un investimento di circa 20 euro.
Il condizionatore portatile rappresenta un’alternativa molto diffusa per chi desidera godere dei benefici dell’aria condizionata senza dover affrontare opere murarie o installazioni permanenti sulle facciate esterne degli edifici. Il vantaggio principale risiede proprio nella sua mobilità, che permette di spostare l’unità da un ambiente all’altro a seconda delle esigenze del momento. Lo svantaggio, invece, è rappresentato dall’ingombro dell’apparecchio stesso all’interno dello spazio in cui viene posizionato.
Tuttavia, questa flessibilità si scontra con una richiesta energetica significativa, che si attesta mediamente sui 1.000 Watt (1 kW). Di conseguenza, l’utilizzo di un condizionatore portatile comporta un costo di circa 28 centesimi per ogni ora di accensione, che sale a circa 2,24 euro per una durata di otto ore consecutive. Il costo mensile oscilla tra i 60 e gli 80 euro.
Il condizionatore fisso è indubbiamente lo strumento più efficace per assicurare una refrigerazione rapida, uniforme e accuratamente controllata in tutti i locali di un’abitazione. Considerando un modello di riferimento standard con una potenza nominale di 1.500 Watt, il costo orario teorico si attesta sui 42 centesimi, equivalenti a circa 3,36 euro se calcolati su un utilizzo continuo di otto ore.
Tuttavia, occorre sottolineare le caratteristiche dei modelli di ultima generazione: i moderni impianti di climatizzazione fissi provvisti di tecnologia inverter non assorbono energia in modo costante. Il compressore lavora alla massima potenza quasi esclusivamente nei primi 30 minuti dall’accensione, fase in cui deve abbattere il calore accumulato nella stanza.
Una volta che l’ambiente ha raggiunto la temperatura impostata sul termostato, la scheda elettronica riduce progressivamente i giri del motore al minimo necessario per mantenere costante il clima interno, abbattendo in modo drastico l’assorbimento elettrico per le ore successive.
Adottare un condizionatore di ultima generazione determina un notevole risparmio in bolletta. Mettiamo a confronto un condizionatore standard con potenza di 1.500 Watt con uno della medesima potenza ma dotato di tecnologia inverter:
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