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Raccolta acque piovane, obblighi e vantaggi per le nuove costruzioni

Lo sviluppo di nuovi progetti edilizi deve assolutamente tenere in considerazione il concetto di ecosostenibilità. Tale attenzione è imposta da un lato dalla sempre più pressante questione climatica e dall’altro delle nuove direttive europee orientate verso un orizzonte green. Parlando di sostenibilità in ambito residenziale bisogna prestare anche molta attenzione alla raccolta delle acque piovane.

Infatti, l’aumento dei periodi di siccità, il consumo eccessivo di risorse idriche e gli eventi meteorologici estremi hanno reso indispensabile una gestione più consapevole delle acque meteoriche. Non a caso, per legge, gli edifici di nuova costruzione devono disporre di un sistema efficiente di gestione o raccolta delle acque piovane.

Nelle prossime righe ci soffermeremo quindi sui vari aspetti normativi, ma andremo anche ad osservare i vantaggi dei sistemi di raccolta all’interno dei condomini.

Che cosa dice la legge in materia di raccolta delle acque piovane?

La raccolta dell’acque piovane è regolata sostanzialmente dal Codice Civile e dal Testo Unico dell’Edilizia (D.P.R. 380/2001). Che cosa dicono nello specifico queste disposizioni?

L’articolo 908 del Codice Civile

La prima norma che disciplina lo scarico delle acque piovane risale al Codice Civile del 1942. Tuttavia, è sorprendentemente attuale. L’articolo 908 stabilisce che “il proprietario deve costruire i tetti in maniera che le acque piovane scolino sul suo terreno e non può farle cadere nel fondo del vicino”.

Tale disposizione, all’apparenza semplice, contiene un principio fondamentale del diritto di proprietà: la tutela del vicino e la corretta gestione dei flussi idrici. In presenza di pubblici colatoi o condutture, il proprietario è inoltre tenuto a convogliare le acque nelle infrastrutture pubbliche, rispettando le norme locali e quelle sulla polizia idraulica.

Con quest’ultimo termine si indica la disciplina che regola le attività e le opere nei pressi di corsi d’acqua e aree demaniali, svolta da enti pubblici per prevenire danni e assicurare il buon regime delle acque

La legge ammette eccezioni solo in presenza di una servitù di stillicidio, cioè di un diritto che consente di far defluire l’acqua sul fondo altrui. La servitù appena citata può essere istituita con contratto, per usucapione o per “destinazione del padre di famiglia”, ovvero quando la situazione di fatto deriva da una divisione di fondi appartenuti a un unico proprietario.

Numerose sentenze della Cassazione ribadiscono che, in assenza di una servitù, lo scarico delle acque sul fondo vicino costituisce illecito civile. Il proprietario del fondo inferiore non può essere costretto a ricevere le acque provenienti da un tetto o da un impianto artificiale, poiché l’obbligo di riceverle riguarda solo il deflusso naturale tra fondi posti a diversa altitudine (art. 913 c.c.).

Quali sono gli obblighi per le nuove costruzioni?

Oggi la raccolta delle acque piovane non è più soltanto una questione di rapporti tra vicini, ma un vero e proprio requisito tecnico e urbanistico. Il Testo Unico dell’Edilizia (D.P.R. 380/2001) impone che ogni nuovo edificio sia dotato di un sistema di raccolta o smaltimento delle acque piovane, idoneo a evitare scarichi non controllati e a garantire la sicurezza idraulica del sito.

Inoltre, molte Regioni italiane hanno introdotto norme che rendono obbligatoria la raccolta o la dispersione controllata delle acque meteoriche.

Le disposizioni di legge prevedono:

  • sistemi di accumulo per il riutilizzo dell’acqua;
  • vasche di laminazione o dispersione per ridurre la portata di scarico;
  • condotte separate per acque bianche e reflue;
  • dispositivi di filtrazione e controllo della qualità dell’acqua raccolta.

La giurisprudenza sulla raccolta delle acque piovane agisce anche a livello comunale. Infatti, anche moltissimi regolamenti edilizi locali includono l’obbligo di installare sistemi di raccolta delle acque piovane come condizione per ottenere il permesso di costruire.

Nella pratica ogni progetto edilizio deve dimostrare:

  • l’assenza di scarichi verso fondi confinanti;
  • la presenza di un sistema autonomo di smaltimento o riuso;
  • il rispetto dei parametri di drenaggio urbano sostenibile (Sustainable Urban Drainage Systems – SUDS).

Si tratta di un’evoluzione importante, che lega la costruzione privata alla tutela del territorio.

I pluviali condominiali per la raccolta delle acque condominiali

Nel contesto urbano e condominiale, la raccolta delle acque piovane passa attraverso i pluviali, ossia le tubazioni verticali che raccolgono l’acqua dai tetti e la convogliano verso le condotte di scarico.

Secondo la normativa e la giurisprudenza costante, i pluviali sono considerati parti comuni dell’edificio ai sensi dell’articolo 1117 del Codice Civile. Ciò significa che la loro manutenzione e riparazione spettano a tutti i condomini, anche quando il lastrico solare o la terrazza di copertura siano di proprietà esclusiva.

La manutenzione dei pluviali non va assolutamente trascurata: una grondaia ostruita o un tubo lesionato può provocare infiltrazioni, danni alle facciate e costosi interventi di ripristino. La responsabilità di mantenere in efficienza questi impianti ricade sull’amministratore, che deve programmare controlli periodici e intervenire tempestivamente in caso di malfunzionamenti.

La corretta gestione dei pluviali è quindi non solo un dovere tecnico, ma un aspetto centrale della buona amministrazione condominiale.

Quali sono i benefici di un sistema di raccolta delle acque piovane condominiale?

Quando si parla di raccolta delle acque piovane, si pensa spesso soltanto a gronde e pluviali, ma la realtà è molto più interessante. Le moderne tecnologie hanno trasformato il modo in cui l’acqua che cade sui tetti viene gestita: non più uno scarto da smaltire, bensì una risorsa da valorizzare.

Risparmio idrico

Oggi gli edifici possono essere progettati per raccogliere, filtrare e riutilizzare l’acqua piovana, con vantaggi concreti sia dal punto di vista economico che ambientale. Tutto parte dal tetto.
Le superfici di copertura, che una volta servivano soltanto a proteggere l’abitazione, diventano oggi il punto di partenza di un piccolo impianto di economia circolare.

L’acqua viene intercettata dalle gronde e convogliata nei pluviali, dove attraversa un filtro meccanico capace di trattenere foglie, sabbia e impurità. Da qui raggiunge una cisterna di raccolta, che può essere installata interrata nel giardino, sotto un cortile, oppure all’interno del fabbricato in uno spazio tecnico dedicato. Una volta raccolta, l’acqua viene conservata in un serbatoio e, se necessario, trattata con sistemi di filtrazione più avanzati per garantirne la qualità.

L’acqua piovana non è potabile, ma può essere impiegata in moltissimi usi quotidiani dove l’acqua potabile sarebbe uno spreco. Nel contesto condominiale può servire per:

  • irrigare giardini e spazi verdi, senza consumare risorse della rete idrica;
  • pulire cortili, pavimentazioni e garage, dove la qualità dell’acqua non è rilevante;
  • alimentare le cassette dei WC, una delle voci di consumo più significative nelle abitazioni;
  • lavare le auto o risciacquare attrezzi e aree comuni.

Questi sistemi funzionano in modo silenzioso e automatico: quando la cisterna è piena, un semplice circuito elettronico gestisce la distribuzione dell’acqua piovana alle utenze previste. Solo in caso di scarsità, l’impianto passa automaticamente alla rete idrica tradizionale, garantendo continuità d’uso.

Salvaguardia ambientale

I vantaggi non si fermano al risparmio idrico. Un impianto di raccolta delle acque piovane contribuisce anche a ridurre la quantità di acqua che raggiunge le fognature, alleviando il rischio di sovraccarico durante i temporali e limitando i fenomeni di allagamento urbano. Si tratta, in sostanza, di un gesto che migliora la resilienza idraulica del territorio, soprattutto nelle aree densamente edificate.

Risparmio economico

Anche dal punto di vista economico i benefici sono tangibili: un condominio di medie dimensioni può ridurre in modo significativo i costi di gestione legati all’irrigazione e alla pulizia. A ciò si aggiungono i vantaggi fiscali: in molte Regioni italiane e in diversi Comuni sono previsti incentivi, sgravi o contributi per chi installa sistemi di recupero delle acque meteoriche.

Valore immobiliare

C’è poi un aspetto immobiliare di grande rilievo: un edificio dotato di impianti per il risparmio idrico non solo consuma meno, ma aumenta il proprio valore di mercato. I compratori e gli investitori sono sempre più sensibili ai criteri di sostenibilità, e una casa in grado di gestire in modo efficiente le risorse naturali diventa più competitiva, più moderna e più appetibile.

Anche le nuove costruzioni proposte da Studio Ungheria sono progettate prestando grande attenzione al tema della sostenibilità e di conseguenza, anche alla raccolta delle acque piovane.  Scopri le nuove soluzioni abitative di Living Staderini e Le Terrazze della Camilluccia: la tua casa del futuro a Roma è già qui!

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