Spese notarili sull’acquisto della prima casa, si possono detrarre?

Quando si effettua una compravendita il notaio risulta sempre una spesa tanto doverosa quanto “salataâ€. Tuttavia, sapevi che è possibile detrarre le spese notarili sull’acquisto della prima casa?

Nelle prossime righe andremo ad osservare da vicino quali voci all’interno della fattura del notaio potranno essere “scaricate†e quali sono le modalità per accedere all’agevolazione fiscale.

Atto di compravendita e atto di mutuo: una differenza a cui prestare attenzione

Prima di entrare nel dettaglio su quali sono le spese notarili detraibili sull’acquisto della prima casa è necessario fare un attimo di chiarezza. Innanzitutto, bisogna tenere bene a mente che le spese per l’atto  di compravendita e quelle per l’atto di mutuo sono due voci di costi differenti.

Le somme riferite al rogito, cioè all’atto con cui viene trasferita la proprietà dell’immobile, non rientrano automaticamente tra quelle detraibili. Diverso è il discorso per gli oneri accessori connessi al mutuo ipotecario contratto per acquistare l’abitazione principale.

Nel caso del notaio, la detrazione non riguarda le spese relative alla compravendita in sé, bensì solamente le spese accessorie collegate al mutuo. Non a caso, è di vitale importanza che in fattura il notaio distingua al meglio le voci per consentire all’acquirente di accedere alle detrazioni: tutto ciò agevolerà la successiva dichiarazione attraverso il modello 730.

Quali spese notarili sono detraibili?

Una volta chiarito questo punto, andiamo ad esaminare quali sono effettivamente le spese notarili detraibili sull’acquisto della prima casa.

Tra gli oneri accessori legati al mutuo ipotecario rientrano:

  • l’onorario del notaio per la stipula del mutuo ipotecario;
  • le spese per l’iscrizione dell’ipoteca;
  • le spese per la cancellazione dell’ipoteca
  • le spese di perizia tecnica richieste dalla banca;
  • le spese di istruttoria bancaria;
  • le commissioni di intermediazione degli istituti finanziari;
  • le eventuali penali per estinzione anticipata del mutuo.

Quali costi non si possono detrarre?

Conoscere le spese escluse è altrettanto importante. In molti casi, infatti, il rischio non è dimenticare una voce detraibile, ma includere per errore importi che non dovrebbero essere portati in dichiarazione.

Tra i costi che restano fuori dal beneficio fiscale troviamo:

  • la parcella del notaio per il rogito, cioè per il contratto di compravendita;
  • le imposte di registro, catastali e ipotecarie pagate al momento dell’atto;
  • l’IVA sull’acquisto, quando dovuta;
  • le assicurazioni sull’immobile stipulate contestualmente;
  • i costi legati a finanziamenti diversi dal mutuo ipotecario destinato alla prima casa;
  • gli interessi relativi a un prefinanziamento in attesa del mutuo definitivo.

Le voci elencate qui sopra ribadiscono ancora una volta una regola di fondo: non tutto ciò che si paga il giorno del rogito può essere detratto.

Quanto si può detrarre dalle spese notarili sull’acquisto della prima casa?

La detrazione delle spese notarili sull’acquisto della prima casa è pari al 19% delle spese ammesse e che si applica entro un limite massimo di 4.000 Euro. Questo significa che il vantaggio fiscale massimo ottenibile può arrivare a 760 Euro.

La detrazione, quindi, non equivale a un rimborso integrale delle somme sostenute, ma a una riduzione dell’imposta calcolata su una base massima definita.

Come compilare il 730 per la detrazione?

Come già accennato nei paragrafi precedenti, il primo aspetto da tenere in considerazione per accedere all’agevolazione fiscale è che la fattura del notaio presenti chiaramente tutte le voci ben distinte e non un importo unico.

Dopodiché, in fase di compilazione del 730 le spese notarili detraibili vanno riportate nel Quadro E – Oneri e Spese, al rigo E7.

Si tratta del rigo dedicato agli interessi per mutui ipotecari per l’acquisto dell’abitazione principale, nel quale confluiscono anche gli oneri accessori detraibili legati al mutuo. È qui, dunque, che devono essere indicati gli importi correttamente selezionati.

Questo passaggio merita attenzione perché molte persone danno per scontato che tutte le informazioni siano già presenti nella dichiarazione precompilata. In realtà, le spese notarili spesso non compaiono automaticamente nel 730 precompilato. La ragione è che le relative fatture non sempre vengono trasmesse in modo tale da essere già visibili nel modello predisposto.

Di conseguenza, può essere necessario inserirle manualmente. E proprio in questi casi diventa fondamentale avere a disposizione tutta la documentazione utile a dimostrare la correttezza dell’importo riportato.

Quali documenti conservare?

Ogni importo portato in detrazione deve poter essere ricostruito e giustificato in modo preciso. Una semplice ricevuta, da sola, potrebbe non bastare se non consente di capire a quale voce si riferisce il pagamento. Allo stesso modo, una fattura generica, priva di un dettaglio chiaro, può rendere più difficile distinguere le somme agevolabili da quelle escluse.

Di conseguenza bisognerebbe conservare per almeno 5 anni i seguenti documenti:

  • la fattura del notaio con il dettaglio delle voci;
  • la copia dell’atto di mutuo ipotecario;
  • la ricevuta del pagamento;
  • la copia dell’atto di compravendita;
  • le ricevute di pagamento delle imposte di registro, ipotecarie e catastali.

Infine, è importante che gli oneri del notaio vengano saldati attraverso un mezzo di pagamento tracciabile. Così facendo, è possibile dimostrare che la spesa è stata realmente sostenuta dal contribuente che intende portarla in detrazione.

Nella causale del bonifico è sufficiente indicare un riferimento alla fattura e la data dell’atto.

Si possono detrarre le spese notarili sulla seconda casa?

La detrazione del 19% delle spese notarili sugli oneri accessori al mutuo si applica esclusivamente all’acquisto della prima casa. La normativa specifica anche che non rientrano nel beneficio fiscale le spese relative alle successioni.

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