Decreto Salva-Casa: cosa si può regolarizzare?
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Tutto quello che c'è da sapere sulla nuova sanatoria del governo
Leggi di piùLa doppia conformità è da sempre uno degli elementi più complessi e dibattuti nel panorama della normativa edilizia italiana. Introdotta dall’art. 36 del D.P.R. 380/2001, rappresenta la condizione fondamentale per ottenere una sanatoria ordinaria in caso di opere realizzate in assenza o in difformità dal titolo edilizio.
In pratica, riguarda la possibilità di regolarizzare alcune modifiche apportate all’immobile senza permesso. È importante sottolineare che la doppia conformità serve per ottenere una sanatoria e non il condono di un abuso edilizio. Nelle prossime righe osserveremo nello specifico questo aspetto, così come analizzeremo i requisiti per accedere a tale condizione. Infine, ci soffermeremo anche sulle nuove modifiche introdotte dal Decreto Salva Casa.
Secondo l’articolo 36 del Testo Unico Edilizia, l’accertamento di conformità può essere richiesto nei casi in cui un intervento edilizio sia stato realizzato:
Tuttavia, per ottenere il rilascio del permesso in sanatoria è necessario che l’intervento risulti:
Questa doppia conformità, detta anche “ex ante ed ex post”, è pensata per impedire la regolarizzazione di abusi sostanziali e scoraggiare atteggiamenti elusivi della legge. In sostanza, l’abuso può essere sanato solo se non lo era per un errore formale, non se era sostanzialmente contrario alla normativa all’epoca.
Un errore molto comune è quello di confondere la sanatoria ordinaria con il condono edilizio. Proviamo a fare un po’ di ordine.
Il condono era una misura straordinaria, introdotta da specifiche leggi risalenti agli anni1985, 1994, 2003), che ha consentito di sanare abusi edilizi anche privi di qualsiasi conformità, purché realizzati entro una certa data. La regolarizzazione è stata concessa a prescindere dalle leggi in vigore all’epoca e in passato, in cambio del pagamento di un’oblazione.
La sanatoria ordinaria, invece, ha un rilascio permanente, che può essere richiesto in qualsiasi momento, ma solo se si rispettano le condizioni della doppia conformità.
Il modello classico della doppia conformità ha generato, nel tempo, molteplici difficoltà pratiche, specialmente in presenza di immobili datati o costruiti in assenza di un quadro normativo chiaro. Le principali problematiche sono:
Il Decreto Salva Casa, entrato in vigore nel 2024 e convertito nella Legge 105/2024, ha introdotto significative modifiche agli articoli 36 e 37 del DPR 380/2001, con l’obiettivo di rendere più flessibile e accessibile il sistema delle sanatorie.
L’articolo 36-bis prevede una nuova forma di accertamento di conformità semplificata, applicabile nei casi di:
In questi casi, la sanatoria può essere rilasciata se l’intervento risulta conforme alla disciplina edilizia vigente al momento della realizzazione e alla disciplina urbanistica vigente al momento della domanda.
Questa modifica rappresenta un cambio di paradigma, poiché non è più richiesto che entrambe le conformità (urbanistica ed edilizia) siano presenti in entrambe le fasi temporali.
Un’altra innovazione rilevante riguarda la possibilità di subordinare il rilascio del titolo edilizio in sanatoria a specifiche condizioni tecniche. Ai sensi del comma 2 dell’art. 36-bis, il permesso può essere concesso solo se:
Questo approccio, definito “sanatoria condizionata”, consente di ottenere il titolo edilizio anche in presenza di irregolarità parziali, a patto che vengano eliminate o regolarizzate secondo le prescrizioni dell’ente competente .
In passato, anche un singolo elemento insanabile impediva l’intera sanatoria. Oggi, al contrario, è possibile salvare parte dell’intervento, favorendo il recupero del patrimonio esistente.
Nonostante l’ampiezza delle novità, il sistema mantiene limiti chiari. La doppia conformità “classica” resta obbligatoria nei seguenti casi:
La Corte di Cassazione ha stabilito, con la sentenza n. 2357/2023, che non è possibile rilasciare un’autorizzazione sismica postuma. La doppia conformità sismica, quindi, è sempre necessaria: se non c’è l’autorizzazione preventiva, non si può ottenere il titolo, neanche con la sanatoria semplificata.
Dal punto di vista procedurale, la nuova normativa prevede che:
Il richiedente dovrà comunque pagare una sanzione a titolo di oblazione. L’importo varia a seconda del tipo di abuso:
La riforma del sistema della doppia conformità si pone come obiettivo una maggiore flessibilità nelle regolarizzazioni edilizie. L’introduzione della doppia conformità semplificata e della sanatoria condizionata consente di intervenire su numerose situazioni che, fino a ieri, restavano irrisolte.
Nonostante ciò, le situazioni gravi restano escluse, così come le violazioni alle normative antisismiche e paesaggistiche. Il sistema, dunque, si apre ai casi più comuni e meno invasivi, favorendo il recupero del patrimonio immobiliare esistente senza compromettere la legalità urbanistica.
Per evitare di affrontare la burocrazia legata alla doppia conformità, il consiglio è quello di acquistare nuove costruzioni: sono già conformi alle attuali normative edilizie e urbanistiche vigenti, anche dal punto di vista dell’antisismico. Se sei alla ricerca di una nuova casa a Roma rivolgiti a Studio Ungheria: scopri tutte le nostre soluzioni abitative!
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